Qui gladio ferit gladio perit
23 AGO 20

Purtroppo, caro Direttore, questi sono gli “uomini” con cui ha avuto a che fare l’Italia post fascista e questa è la “nobile storia” che siamo riusciti a scrivere in settant’anni. Se quella fascista era fondata perlomeno da Uomini, quella successiva è stata una storia all’insegna degli “ominicchi” dei “piglianculo” e dei “quaquaraquà” e qualche volta, dai "mezzi uomini". Infatti se un essere umano, decente e dotato di onestà intellettuale, prende un preciso impegno, non solo con colleghi di partito, con gli “elettori”, attraverso un programma ben preciso e con un leader conclamato da tutti, è tenuto a mantenere fedeltà e perseveranza negli obiettivi, nel rispetto dei cittadini che hanno creduto e accettato di buon grado e con tante aspettative le proposte elettorali contenute in un programma assunto da tutti i candidati schierati all’interno di uno schieramento con un suo leader. Invece no. Gli infami e gli eunuchi (tanto per essere magnanimi), per primo si fanno eleggere, abilmente si insediano nelle poltrone dei dicasteri che contano e dulcis in fundo, codardamente trasgrediscono le buone regole di lealtà, fedeltà andando ad accomodarsi negli scranni diretti da un altro esponente di partito e Premier di “Governicchio” per soverchiare il proprio leader, grazie al quale sono stati eletti, e sovvertendo gli impegni contenuti nel programma iniziale, in spregio alla volontà espressa dai cittadini nelle urne. Fin qui tutto bene per i seguaci della pusillanimità. Ma attenzione fare gli ominicchi, i piglianculo e i quaquaraquà è decisamente conveniente quando si deve proteggere la propria poltrona e i propri privilegi di potere, sebbene tutto questo richieda la prostrazione servile alle elucubrazioni di certi “sporcaccioni occulti e non” , però, attenzione, il conto salato sarà servito nella prossima tornata elettorale, quando a giudicare saranno essenzialmente gli stessi cittadini traditi da questi miseri buffoni della politica italiana. Qui gladio ferit gladio perit.